happiness marketing


REGOLA N° 1: ROMPERE LE VECCHIE REGOLE E…… A MORTE LE VACCHE SACRE !!!

Non mi sta molto simpatica la Coca-cola.

Non fa bene alla salute, è una multinazionale che promuove un modello di vita che non condivido, ma ……..

…Ma devo dire che hanno avuto una idea che rompe le regole della comunicazione e della pubblicità classica. E soprattutto hanno saputo risparmiare alla grande ottenendo un risultato importante.

Quando alcuni responsabili di azienda mi dicono che non possono promuovere il prodotto o l’azienda come vorrebbero, perchè non hanno il budget necessario, in genere anziché cercare di convincerli che è possibile con una magnifica presentazione in power point parlando di strategie e business model, preferisco raccontare di alcune esperienze concrete e dei modi con cui realizzarle.

Eccone un esempio nel filmato che avete visto all’inizio di questo post. Solo un breve commento.

Coca-cola doveva spendere una barcata di soldi per cercare di connettere i giovani consumatori con il prodotto. Avrebbe potuto, come al solito, sponsorizzare qualche evento sportivo importante a livello mondiale: Super Bowl, Mondiale di calcio, mondiale di sci, oppure………..

Non ha fatto nulla di questo.

Ha installato alcuni distributori automatici di bibite un po’ particolari nelle università, oppure ha mandato in giro per le strade di alcune città in diverse nazioni del mondo un camioncino anche questo un po’ particolare.

Coca ha speso per realizzare il video  meno di 50.000 $, lo ha caricato su Youtube e lo ha diffuso tramite facebook e twitter. Dopo appena due settimane il video era stato visto più di 2 milioni di volte avendo ottenuto un grande impatto e un potentissimo passaparola, con importanti ricadute in termini di incremento delle vendite.

Ecco cosa significa design: progettare avendo in mente l’uomo.

 

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REGOLA N° 2: AIUTARE GLI ALTRI AD AIUTARE SE STESSI

 

Kiva è stato fondato nel 2005  da due volontari che operavano in kenya  per una organizzazione umanitaria.

Hanno progettato una piattaforma per far incontrare piccoli imprenditori, che hanno bisogno di prestiti per avviare o sviluppare la loro attività, prevalentemente in paesi in via di sviluppo, con persone sparse nel mondo che non si accontentano di fare beneficenza, ma che vogliono attivamente partecipare alla riduzione della povertà, come non donando cibo o soldi, ma contribuendo all’avvio di piccole attività o aziende. Come ?Prestando piccole somme di danaro.

Ecco alcuni risultati raggiunti:

Maggiori informazioni potete trovarle sul sito di Kiva

 

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REGOLA N° 3 : RIVOLTARE LA PROPRIA VITA COME UN CALZINO


Scott Harrison faceva il promoter di bevande alcoliche nelle discoteche. Guadagnava un pacco di soldi e aveva accanto sempre belle donne.

Ma successe qualcosa quando si fece una semplice domanda: come sarebbe la mia vita condotta esattamente all’opposto di come la sto vivendo adesso?

Alla ricerca di una risposta a questa domanda, ha lasciato tutto ed è partito volontario a bordo di una nave ospedale affiancando medici e chirurghi nelle zone più povere del mondo: Etiopia, Liberia, Kenya, ecc.

Dopo 8 mesi Scott è tornato a New York, ma non è tornato alla sua precedente vita.

Cosciente che molte delle malattie e dei problemi che lui aveva visto viaggiando derivavano dalla inadeguata possibilità di quelle popolazioni di accedere ad acqua pulita, ha fondato Charity:Water una società non-profit che ha l’obiettivo di sviluppare progetti per dare acqua pulita e bevibile alle persone nei paesi in via di sviluppo.

Scott ha lanciato la sua iniziativa nel corso di una festa per il suo trentesimo compleanno,  chiedendo ai suoi amici di donare 31$ ciascuno anzichè fargli un regalo.

Tre anni dopo Charity:Water aveva raccolto più di 13 milioni di dollari e avviato circa 1.500 progetti per dare acqua pulita in zone poverissime del globo.

Scott nel sito di Charity:Water chiede una partecipazione raccontando le storie delle persone e i luoghi dove i progetti vengono sviluppati.

Bellissime storie: la sua e quelle delle persone di cui ha migliorato la vita.

 

Scott promoter di alcolici in discoteca

Scott mentre parla della sua nuova vita in Charity:Water

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ENGAGEMENT: il nostro benessere ed il successo delle aziende dipendono da LUI

Visto che oggi voglio parlare di engagement, e dato che è un termine inglese cerco nel mio fido vocabolario (di carta) quale è la traduzione e il suo significato.Bellissimo!! Sentite cosa riporta alla voce engagement: promessa di matrimonio, fidanzamento; oppure: impegno, assunzione, ingaggio. E ancora alla voce to engage:  attrarre, dedicarsi, interessarsi, assorbire.
Stupende definizioni se pensiamo che la maggior parte del nostro benessere dipende da quanto ci sentiamo connessi con gli altri, dalla considerazione che hanno di noi, dalla loro e nostra capacità non solo di comunicare ma sopratutto di creare legami che ci facciano sentire partecipanti attivi di una comunità: sia essa il circolo del bridge, la comitiva degli amici con cui facciamo le scampagnate a salsiccia e olive, o anche la famiglia, oppure ancora l’azienda in cui si lavora, i colleghi di dipartimento o il team di progetto per lo sviluppo di un nuovo spremiagrumi.

E se la vediamo al contrario: ci sentiamo ansiosi, lavoriamo male con i nostri colleghi, oppure non riusciamo a ottenere risultati adeguati quando cerchiamo di vendere i nostri prodotti o servizi.

Ci sentiamo fuori dalla comunità oppure “not engaged” e cioè non connessi oppure, giusto per riprendere alcune definizioni citate precedentemente: non dedicati, non interessati, non impegnati, non assorbiti, ecc.Dove manca una promessa, un impegno, una dedizione nella relazione tra persone, dove manca la partecipazione attiva e DISINTERESSATA alla comunità, c’è crisi, non ci sono sostenitori di progetti, c’è una devastante tendenza ad agire pensando ai tornaconti immediati e di breve termine.

Succede nelle aziende, succede in famiglia, succede nelle comunità dove non esiste un progetto a lungo termine di “social engagement”.
L’engagement per essere efficace, così come si capisce dalle definizioni del vocabolario, deve possedere alcuni requisiti:
1- Non può essere imposto dall’alto ma è realizzato solo se divento un “ambasciatore” che promuove la condivisione delle idee, che è capace di connettere le persone e farle dialogare coinvolgendoli quotidianamente. (Digital Embassies: A Blueprint For Community Engagement)

2- Deve basarsi sull’onestà nella vita di tutti i giorni.

A questo proposito è interessante il libro di Sandy Pentland, ricercatore e professore al MIT (tempio della ricerca scientifica e tecnologica americana) che si intitola”SEGNALI ONESTI”. I suoi studi sono focalizzati sulle modalità con cui gli esseri umani riescono a capire quello che realmente accade intorno a loro. La ricerca ha dimostrato che siamo in grado di distinguere facilmente centinaia e perfino migliaia di microsegnali.Tua moglie apre il regalo che le hai appena fatto per il suo compleanno e sai esattamente quello che prova veramente, senza che lei dica una parola.Comprendere tutti questi segnali, formulare una risposta e trasmetterla richiede un enorme sforzo di elaborazione. Dal momento che la mole di interazioni quotidiane che abbiamo con gli altri sovrastano tale nostra capacità, è quasi impossibile simulare le nostre vere intenzioni. E’ vero possiamo mentire, e lo facciamo ogni giorno, a parole, ma la parte restante di noi stessi si tradirà.

Se sarai stressato e fuori di testa lo capiremo (e ci rimarrà a livello inconscio una idea di te). Se stai mentendo ce ne accorgeremo. Se stai male lo noteremo.Si chiamano segnali di onestà perchè fondamentalmente non siamo bravi a mentire.

Mi occupo per mestiere di engagement: quando faccio marketing, se sono bravo, costruisco relazioni, piuttosto che imbrogliare con effetti fantasmagorici. Quando costruisco comunità on line di medici o di pazienti o di clienti, divento ambasciatore più che promotore. Quando faccio coaching a imprenditori e a manager, divento un facilitatore di processi di cambiamento.
Mi sono occupato di recente di un progetto per lo sviluppo di una piattaforma web per le aziende farmaceutiche che vogliono “ingaggiare” il medico ed il paziente in maniera diversa, per ottenere maggiore compliance per il paziente e più fedeltà del medico a certi schemi terapeutici.Si possono raggiungere interessanti risultati di business se progettiamo sistemi di engagement anziché solo strumenti di marketing.Oggi sopravviviamo, come individui, come professionisti e come aziende solo se ci differenziamo e cambiamo atteggiamenti e modelli che provocano scarsi risultati e spreco di risorse….e poco, molto poco benessere.
Le attività che producono più risultati in termini di social engagement sono quelle che combinano le attività da “ambasciatori” con le moderne tecnologie di cui non dobbiamo avere timore, ma solo saperle usare correttamente (vedi facebook, i blog, i forum dove ascolto e parlo con chi ha i miei stessi interessi, indipendentemente dallo status sociale e dal livello di reddito).
L’engagement si basa sul mutuo interesse, con dedizione e onesto impegno nel lungo termine e anche con il coraggio dell’impegno.Se la smettessimo di convincere o di cercare di cambiare le persone solo con le parole e, ogni tanto, cercassimo l’engagement ?

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Una risposta a happiness marketing

  1. web design ha detto:

    Your system will be protected from dangerous malware and
    simply won’t crash in the way that Windows is known to. However, before you opt for any of these marketing strategies, you will need to create a website first so that you can list your many products and services on that particular page. This includes tasks such as adding and removing a page from your website, modifying text within pages as well as inserting and removing images.

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