Provare a volare correndo più veloci


Siamo immersi nella cultura del “più”:

1- dobbiamo fare di più

2- dobbiamo avere più cose

3- dobbiamo acquistare di più

4-dobbiamo provare più piaceri (possibilmente istantanei)

5- dobbiamo avere più amici (su facebook !! però)

6- dobbiamo essere più bravi del nostro collega di lavoro

7- le aziende e i pubblicitari ci sommergono di spot televisivi ridicoli, cercando di convincerci che il dentifricio “biancospino” ci fa i denti più bianchi

8-quelle scarpe a punta stile fattucchiera ai tempi di mago Merlino sono più trendy

9- vogliamo più soddisfazioni e più riconoscimenti del nostro valore da parte degli altri

10- vogliamo più soldi

11- un’auto non ci basta: dobbiamo avere più auto in famiglia

12 – un telefonino non basta: più telefonini in tasca o nella borsetta

E potremmo continuare all’infinito.

Tutto questo con un solo agognato obbiettivo: essere più felici!!

Per il mestiere che faccio giro molte aziende, ascolto molta gente, molti amici e conoscenti si confidano con me: forse perché ho una certa predisposizione all’ascolto o forse perché di mestiere faccio anche il coach – parola che sta ad indicare un personaggio che armato di buona volontà tenta di dare consigli su come vivere (di più) meglio e ottenere (più) risultati migliori- (ed ecco che ricompare il “più”!!!).

Dicevo che ascoltando molte persone, non vedo in giro tutta questa soddisfazione, per non parlare di felicità, sia nella vita professionale che in quella personale, nonostante il gran da fare e lo spasmodico, giornaliero impegno che mettiamo nel fare e avere di più.

Sarà che c’è qualcosa che non va in questa ricetta del “più” ???

Vuoi vedere che ci hanno convinto che per volare dobbiamo semplicemente correre di più!!!

Sembriamo la versione, un pò rincoglionita e depotenziata, di Bip Bip della indimenticata serie di “Willy il coyote” della Disney.

Molti credono che si tratti di uno struzzo, in realtà si tratta di un uccello dei deserti americani il cui nome scientifico è Geococcyx californianus, appartenente alla famiglia dei cuculidi e chiamato volgarmente Roadrunner (corridore della strada).

Fatto sta che l’uccello  di cui sopra seppur dotato di ampie ali non le usa quasi mai per seminare Willy, ma preferisce correre come un pazzo per i deserti americani.

Forse, quelli della mia generazione, hanno visto troppe puntate di questi cartoni e ci siamo convinti che, per ottenere un WELL-LIFE -un buon vivere-  non si possa far altro che correre e soprattutto CORRERE DI PIU’.

Di più perchè per ottenere quello che vogliamo dobbiamo competere con gli altri (sarebbe meglio dire contro gli altri).

Non sono un filosofo, nè uno psicologo. Non ho ricette da dare, nè consigli da offrire, ma penso che una domanda dovremmo pur porcela, prima di continuare a sprecare tanta fatica per avere poi solo e sempre un pugno di mosche in mano.

Ma non è per caso che c’è qualcosa di sbagliato nel circolo vizioso che ci costringe a fare di più e volere di più, senza comprendere che forse per volare (sotto metafora il buon vivere) dovremmo smettere di correre di più e dotarci invece delle competenze, del coraggio di rischiare per usare strumenti più adeguati per il volo: per esempio le ali anzicché le gambe, per di più da bipedi??

Forse dovremmo smetterla di lasciare inserito il pilota automatico e fare una breve riflessione su alcuni aspetti incoerentemente ridicoli del consumo, dei comportamenti, delle teorie di marketing e dei professionisti aziendali che ci portano ad accettare certe regole, certe abitudini, certi modelli culturali che sembrano più appartenere a quelli tipici del gregge di pecore.

Sono convinto che possiamo fare meglio di così, non facendo di più, ma riflettendo più a fondo su ciò che facciamo effettivamente.

Si è vero, sono un “idealista deluso” nel senso che sono convinto che, indipendentemente dal disincanto che caratterizza un dato ambiente, c’ è ancora spazio per chi scelga di suonare in una chiave diversa.

Questo blog è dedicato a coloro i quali si sentono “idealisti delusi” o, come dice un medico mio amico, “devianti positivi” ossia quel piccolo gruppo di professionisti, manager, imprenditori, mariti, mogli, figli che sono impantanati nelle stesse condizioni ambientali di tutti gli altri, ma si rifiutano testardamente di lasciarsi frenare dalle opinioni prevalenti e di conseguenza riescono a identificare soluzioni originali e spesso contrarie alla tradizione a problematiche apparentemente irrisolvibili.

In questo senso mi interessa un approccio concreto alla questione del well-life, traendo metodi e strumenti tipici del designer e dell’artigiano, che pur innovando rimangono aderenti alla realtà e a un progetto.

Appuntamento alla prossima puntata……….Senza dubbio

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